L’AGCOM chiude finalmente 4 siti di ” Buy and Share “

Sembra paradossale che solo ora l’AGCOM arrivi in soccorso di migliaia di utenti truffati e decida di dire finalmente basta alla truffa delle liste per la prenotazione di prodotti i-tech che non vedremo probabilmente mai, un sistema quello di ” Buy and Share ” che ha visto la grande fama negli ultimi anni, una rovina per molti che ingenuamente hanno pagato allettati dall’affare.

Complice anche l’avvio dei regali di natale, questa decisione doveva essere presa prima e probabilmente anche per tutte le altre piattaforme che utilizzano questo sistema per truffare i propri utenti.

Questo il comunicato stampa fatto direttamente dall’AGCOM dove viene annunciato lo stop dei 4 siti in via cautelare.

L’Autorità ha adottato quattro provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti operatori  che svolgono attività di vendita on line di apparecchiature elettroniche utilizzando la modalità  del c.d. buy and share secondo la quale i consumatori sono invitati ad acquistare i beni ad un prezzo particolarmente scontato e poi, per ottenere il bene prescelto, devono impegnarsi affinché altri consumatori, almeno 2/3, effettuino un analogo acquisto, aderendo ad una specifica lista.

Le indagini effettuate, con la collaborazione del Nucleo Antitrust della Guardia di Finanza, hanno evidenziato che gli operatori in questione utilizzano la prima fase di promozione per acquisire credito attraverso un rapido scorrimento delle liste e la conseguente consegna dei beni prenotati. Solo dopo che un numero rilevante di soggetti aderisce versando l’importo iniziale, lo scorrimento della lista rallenta progressivamente fino ad arrestarsi e, a questo punto, viene impedito ai consumatori di uscire dal sistema e di essere rimborsati di quanto originariamente versato.

L’Autorità ha ritenuto che tali sistemi di vendita siano in grado di attrarre un numero sempre crescente di acquisti – in realtà mere prenotazioni – e possano funzionare solo in caso di una loro continua e rapida espansione, condizioni del tutto particolari e aleatorie che ne evidenziano la natura gravemente scorretta, in grado di ingannare un numero crescente di consumatori e condizionare indebitamente coloro che vi hanno aderito.

Tali evidenze hanno giustificato l’intervento cautelare con il quale è stato ordinato agli operatori di sospendere ogni attività diretta all’utilizzo della modalità di vendita subordinata  alla successiva adesione di altri consumatori, nonché alla vendita di prodotti presentati come disponibili ma che in realtà non risultano pronti per la consegna.

Destinatari dell’intervento cautelare  sono le società Zuami S.r.l.s. (sito: zuami.it.), Gladiatori Roma s.r.l.s. (sito: listapro.it.), SHOP BUY S.r.l.s. (sito shopbuy.it) e IBALO S.r.l.s  (sito: ibalo.it).

 

Una pratica divenuta di moda negli ultimi anni anche grazie alla forte influenza di alcune star su Instagram che probabilmente ricevuto il loro prodotto dovevano solo scambiare il favore pubblicizzando il sito dal qualche hanno ricevuto il prodotto.

La pratica del ” Buy And Share ” veramente dannosa per tutti gli utenti

Una pratica dannosa sin dal suo arrivo sul mercato, una sorta di schema ponzi mascherato ed applicato ai prodotti Hi-Tech, il trucco consisteva nel far dipendere lo sconto ottenuto da un massiccio invito di altri utenti che potessero acquistare lo stesso prodotto nostro.

Un sistema veramente mercenario che non ti consente di recuperare i soldi inviati in anticipo se non entro 14 giorni ( Difficilmente uno che tenta di fare un affare con una lista ad inviti chiederà il rimborso entro 14 giorni ), quindi una volta passati i 14 giorni l’unico modo per ” Riavere ” i nostri soldi era quello di aggiungere la parte mancante e raggiungere il prezzo pieno del prodotto che molte volte era quasi più caro dei classici negozi di informatica.

Ovviamente di partenza era già una impresa riuscire a ricevere il prodotto pagato in anticipo, tanto più una vera utopia pensare di riceverlo una volta passati mesi dall’invio dei soldi. Molti utenti hanno pagato per loro stessa ammissione tutta la cifra per non vedere persi i versamenti, anche se ultimamente le liste di Buy and Share ” stavano dilagando a vista d’occhio, con la semplice sponsorizzazione di qualche influencer disperato su Instagram sono state truffate molte persone. La possibilità di avere Iphone X a 400 euro, grossi televisori o altri gadget a meno di un terzo del loro prezzo ha fatto capitolare molti utenti del web, conviti nella semplicità di reperire altri compratori interessati ad accedere a quel prodotto con quel prezzo.

 

Ecco i 4 siti di ” Buy And Share ” chiusi da AGCOM

Sperando che questa azione da parte dell’AGCOM non venga annullata da qualche giudice o da qualche tar e che si espanda a tutte le altre liste che offrono queste possibilità di acquisto, cosi da riportare la situazione delle vendite nella norma.

Le società colpevoli di aver truffato tramite la pratica del Buy & Share sono quattro: Zuami S.r.l.s. (zuami.it), Gladiatori Roma s.r.l.s. (listapro.it), SHOP BUY S.r.l.s. (shopbuy.it) e IBALO S.r.l.s (ibalo.it).
L’ordine di cessare l’attività entro 3 giorni dalla data di emissione dell’avviso ( 13 Dicembre ), se ciò non verrà fatto ( Come presumiamo ) le multe potranno arrivare fino a 10.000 euro. ( Capirai li fanno in 10 minuti non spedendo i prodotti ai poveri disperati )

Ad oggi non sappiamo cosa succederà ai soldi che sono stati versati dagli utenti, quindi è probabile che una volta che il sito verrà chiuso dovrete rivolgervi alle autorità competenti per potervi rivalere sulla proprietà della piattaforma. ( Al 90% le Srls sono intestate a prestanomi che non hanno intestato nulla e che non potranno mai risarcire i soldi da voi inviati )

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *