Ti tradisce? Il suo telefono lo sa.

Utilizziamo lo smartphone in continuazione: a lavoro, a tavola e anche in bagno… Ed è normale che sia un vero e proprio complice, anche in eventuali tradimenti! C’è chi ha coniato addirittura un termine per chi ha il terrore di rimanere sconnesso: da “no mobile phone” è nato nomophobia, in italiano anche conosciuta come nomofobia.

Ma questo smodato utilizzo del cellulare ha ovviamente anche conseguenze inaspettate perché è come portarsi dietro una ricetrasmittente ed una microspia, che sa tutto di noi!

I più gelosi hanno la possibilità di fugare ogni dubbio su un presunto tradimento, semplicemente con una sbirciatina alle abitudini e alle app del partner! E chi si scandalizza forse non è a conoscenza di un vero e proprio universo parallelo…Basti pensare a Gleeden, un’App inventata dalle donne per cercare un’avventura extra-coniugale in piena regola, o quasi!

Proprio così “un’ innocente evasione dal quotidiano”, a detta delle testimonianze di un utente Gleeden, che già nel nome allude al peccato primordiale ed al giardino dell’Eden.

Non solo app di incontri…

Ma a parte le App di incontri come Tinder, Meetic o Badoo che sono ovviamente equivoche, ci sono anche altre applicazioni insospettabili che in realtà possono tenere su una tresca ben organizzata.

Partiamo dai social media ad esempio: chi non ha WhatsApp, Facebook o Instagram al giorno d’oggi? Proprio questi ultimi però se utilizzati con i messaggi privati, i direct e profili falsi… Possono essere un chiaro segnale di tradimento.

Anche WhatsApp non è da meno, soprattutto quando viene usato impropriamente. Quindi chi ad esempio utilizza la funzione “archivia chat” per cancellare o mettere in sordina le conversazioni truffaldine, in realtà non sa che non le elimina, ma anzi le rende accessibili in pochi touch!

Su Android ad esempio basta trovare le chat eventualmente archiviate in basso, al termine di tutte le chat, mentre su iOS bisognerà andare in alto sulla schermata… In entrambi i casi nelle “chat archiviate” c’è senz’altro qualcosa che non vogliamo far sapere o che vogliamo tenere lontano da occhi indiscreti.

WhatsApp come prova in tribunale

Ed è proprio con WhatsApp che si concretizzano i primi approcci e appuntamenti, secondo l’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani che ha dichiarato che vengono messe agli atti le chat WhatsApp nel 40% delle cause di divorzio in Italia.

Ma non è tutto qui, le dinamiche sociali e l’utilizzo della tecnologia stanno generando dei veri e propri casi di studio.

È il caso di ANSTEL, che ha redatto un vero e proprio Report dal titolo inequivocabile: Smartphone e tradimenti: quando le App conoscono il tuo partner meglio di te.

Insomma bisogna fare attenzione alla tecnologia in generale e alle App di geo-tracking.

Posto che chi vuol tradire tradisce, anche senza smartphone… La funzionalità di tracciamento GPS sempre attiva in Google Maps, le App delle palestre o di sport possono mostrare itinerari inaspettati. Così se ci si aspettava di controllare quanto aveva corso il partner, si può finire a scoprire altre attività “sportive”!

Ma non si parla solo di App, ma anche di atteggiamenti.  Può essere sospetto anche un cellulare sempre a faccia in giù sulla tavola, sapere a memoria la password del Wi-Fi di casa di un’amica o ad esempio non voler fare il backup delle foto cloud per evitare di mostrare al partner le “foto personali”. Posto che controllare e limitare le libertà altrui è un reato, perseguibile dalla legge, sono nati anche moltissimi esperimenti sociali come quello denominato “phone swapping“. Il gioco consiste nello scambio dei cellulari fra partner, di solito con un intervistatore che si apposta nelle vie del centro delle principali città. In Italia,  è il caso di Giacomo HawkMan che ha anche scritto un libro sull’argomento intitolato: “Finchè Social non ci Separi”.

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Ultimo aggiornamento il Settembre 20, 2019 7:52 pm

Maurizio Festa

Maurizio si occupa di Web e di Mondo Digitale da parecchi anni, apre Supercellulari nel 2018 per provare a spostare l'asticella dell'interesse commerciale su argomenti meno noti alla massa è più di settore.

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